Prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di non tornare più

Il mondo è abbastanza grande per ospitare i sogni di tutti. Quando io, Piccolo Franco, ero piccolo, mi dicevano che non sarei dovuto nascere perché mia madre rischiava di morire. Quando sono nato, il ginecologo le disse che ero nato senza cervello e che sarei morto nelle prossime 24 ore. In realtà, mia madre, prima di partorire, aveva mangiato un kilo di gnocchi e il mio piccolo corpicino presentava semplicemente una quantità di sangue in eccesso. Quando avevo 2 anni, i miei genitori avevano paura che non parlassi, ma alla fine ho trovato il coraggio per esprimermi senza mai sputare. In quel periodo, mentre le mie sorelle canticchiavano le canzoni degli Articolo 31 e guardavano Beverly Hills 90210, ci sono buone possibilità che la mia prima parola non sia stata “mamma”, ma “comunista”. Con gli anni, ho capito che la mia famiglia mi aveva fatto vivere esperienze che molti altri bambini non avrebbero mai immaginato: a 5 anni, per esempio, sapevo che mi sarei iscritto all’Università La Sapienza di Roma; prima dei 6, ero già al concerto di Caparezza a cantare “Sono fuori dal Tunnel” e a 7 ascoltavo “Ubriaco canta amore alla fortuna” della Bandabardò; a 8 aiutavo mia sorella a preparare le interrogazioni di filosofia e a 9, grazie ad Anna Tatangelo, ho imparato che “Essere una donna non vuol dire riempire solo una minigonna”. A 10 anni, tra un episodio di Bim Bum Bam e l’altro, ho scoperto che Babbo Natale non esiste e che babbo, in siciliano, non significa papà, ma stupido. Per l’imprevedibilità della mia famiglia mi sono sempre sentito speciale e penso che, se non fosse stato per la libertà che mi hanno concesso, non avrei mai affrontato le mie mille paure, studiando per ricercare chiarezza e viaggiando per raccontare la verità.

Tra lutti, perdite, disagi e intrecci vari, la mia vita divenne improvvisamente un episodio di Desperate Housewives

Le esperienze non sono fatti, ma percezioni e sensazioni di vita vissuta. La mia voglia di viaggiare è direttamente proporzionale alla follia dei miei genitori. Ricordo che da piccolo, mentre Lily Gruber lavorava per la RAI al TG1 delle 20.20 e Paola & Chiara vincevano il FestivalBar con la canzone “Vamos a Bailar”, le mie sorelle impacchettavano i loro profumi Bon Bons Malizia perché un’ora prima, mia madre, cilentana, aveva deciso con mio padre, siciliano, che saremmo partiti per la Sicilia per una breve visita agli zii. Quei viaggi li ricordo come pura felicità. I miei lo facevano per insegnare a noi figli cos’è l’amore e che non c’è odio quando, oltre alle emozioni e al traffico, sulla Salerno – Reggio Calabria si condividono: lasagne, parmigiane e panini, fatti di sogni e canzoni. L’era dei viaggi in famiglia é finita quando avevo 10 anni. Lentamente, i sogni di un bambino comunista, avevano lasciato spazio a tanti scatoloni pieni di paure. Tra i soldi che non bastavano mai e i problemi di famiglia, lavoravo per necessità, pensando che non sarei mai andato da nessuna parte. Fortunatamente mi piaceva studiare. Più leggevo, più capivo che volevo diventare un giornalista, lavorare internazionalmente e chissà, forse scrivere i miei romanzi e gridare al mondo: “Sono uno scrittore”. Per molti, però, quella mia passione era solo un hobby e non una professione. A 18 anni dovevo scegliere se restare a casa o andare via. Come Hercules, ho sempre saputo di non appartenere al mio nucleo familiare e che la mia forza è di natura intellettuale. Sono partito di Domenica, quando su Rai 2, Paolo Fox proclamava i Gemelli primi in classifica, benedicendo i loro progetti.

Inseguire i propri sogni è come fare un grande tuffo

La paura del cambiamento l’ho affrontata mentre mi tuffavo e non mentre mi pre-occupavo, cioè, mentre occupavo il tempo a pensare che lasciare la mia famiglia e i miei amici fosse follia pura. Negli ultimi 5 anni ho viaggiato tanto pur di scrivere quelle interviste che tanto desideravo. Senza Erasmus o progetti preconfezionati sono arrivato in luoghi che non pensavo esistessero come Leeuwaren in Olanda e Middlesbrough nel Regno Unito. Spostandomi, ho conosciuto un sacco di gente e ho finalmente capito che volevo viaggiare non per visitare dei luoghi, ma per condividere idee e passioni. Il mondo è una grande famiglia con tante storie, valori e tradizioni che se condivise, abbattano qualsiasi pregiudizio sessuale, culturale e razziale. È tutta una questione di coraggio, non di crisi economica come dicono i giornali.

Casa mia non è un luogo fisico, ma nelle parole che scelgo per descrivere la realtà

Un giornalista importante e scrittore di fama internazionale non lo sono ancora e forse non lo diventerò mai; in questi anni, però, sono riuscito a diventare un individuo forte e indipendente e, questo, per me, è il traguardo più importante che potessi raggiungere. Ascoltando, dialogando e condividendo emozioni, mi sono accorto che abbiamo tutti le stesse paure e fragilità e che le persone più tristi sono quelle che non sanno cogliere la praticità nelle parole degli altri. Sono certo che, nonostante tutto, non tradirò mai quella voglia di donarmi, pur di dare coraggio e forza a chi, come me, vuole abbattere i muri inutili di questa società. Se le emozioni sono forti, allora hai vissuto la vita per davvero. Quando viaggio ricerco sempre quella genuinità e spontaneità che avvertivo nei viaggi improvvisati con quei pazzi dei miei genitori e con quelle squilibrate delle mie sorelle. Nella vita non si perde nulla. Se non hai ancora iniziato il tuo viaggio perché hai paura dei rimpianti, ascolta Irene Grandi e ricorda che :“Prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di non tornare più.”

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.